Annaffiare le piante quando vai in vacanza o non ci sei

Annaffiare le Piante Durante le Vacanze o Quando Non ci Sei

State per partire per le vacanze e non sapete come gestire le vostre piante in terrazzo? Vi assenterete per qualche giorno e vi state chiedendo come annaffiare i vasi sul balcone durante la vostra assenza? Niente paura! Ecco alcuni metodi da poter utilizzare a seconda del tipo di piante che avete e – soprattutto – in base alla durata del periodo. Se partite per un weekend lungo, sarà più facile gestire le piante con metodi artigianali e con una spesa estremamente ridotta. Se, invece, vi assenterete per più di 4-5 giorni, dovrete attrezzarvi con un po’ di anticipo e prevedere dei sistemi più efficaci, che – al vostro ritorno - vi permettano di ritrovare ancora sane e belle le vostre piante. Innanzi tutto, sistemate i vasi in un’area ombreggiata e al riparo dalla luce solare diretta, oppure – se i contenitori sono troppo pesanti e ingombranti - create una piccola tettoia per riparare le piante. In questo modo, si seccheranno meno e diminuirà leggermente anche la quantità di acqua necessaria per idratarle correttamente. Vicino ai vasi lasciate sempre un secchio o una bacinella d’acqua, un piccolo trucco che aiuterà a creare la giusta umidità per i vostri fiori: l’acqua – con il calore prodotto dal sole durante il giorno – tenderà ad evaporare e a umidificare le piante in modo adeguato.

Annaffiare piante con le bottiglia plastica

Uno dei sistemi artigianali più semplici per poter irrigare le piante è quello che prevede l’impiego di bottiglie di acqua rovesciate direttamente nel terreno dei vasi. Questo sistema, però, è efficace solo se vi assenterete per pochissimi giorni (circa 3-4).  
Recuperate delle bottiglie di plastica vuote, riempitele di acqua e chiudetele con il loro tappo. A questo punto, aiutandovi magari con un piccolo trapano, creare 2-3 fori ben distanziati tra loro sui tappi e seguite la stessa procedura sul fondo di ciascuna bottiglia. Fatto questo, in uno dei buchi praticati sul tappo inserite un pezzo di stoffa stretto e lungo (oppure un cordoncino di lana o di cotone anche recuperato da un vecchio abito). A questo punto, capovolgete le bottiglie e fate in modo che il tappo sia sistemato bene nel vaso, in modo che l’altro capo del cordoncino sia direttamente a contatto con il terriccio. Un’alternativa è utilizzare bottiglie da mezzo litro: in tal caso non sarà necessario ricorrere al cordoncino; i fori praticati sul tappo e sul fondo consentiranno all’acqua di uscire gradualmente.

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Annaffiare le piante con il filo di lana

Un altro sistema – che funziona soltanto nei casi in cui i giorni di assenza siano al massimo cinque – prevede l’utilizzo di tanti cordoncini di lana e alcuni vasi pieni di acqua. Procuratevi un contenitore di medie dimensioni per ogni pianta da irrigare e sistemateli vicino ai vasi, quindi riempiteli di acqua in modo tale che il livello del liquido sia superiore all’altezza del vaso. A questo punto, imbevete di acqua tutte le strisce di lana, poi sistematele in modo che un capo del cordoncino sia in ammollo nel contenitore e l’altro capo nel terreno dei vasi. Con questo sistema l’acqua passerà facilmente dal contenitore di acqua alla terra dei vasi in modo graduale.
Inoltre, in aggiunta a quanto già visto con questi due metodi visti sopra, per idratare la pianta e fare in modo che abbia sempre il giusto livello di umidità, riempite un sottovaso capiente con uno strato di argilla espansa, riempitelo di acqua e poi adagiatevi il vaso. Così facendo, la pianta assorbirà gradualmente l’acqua presente nel sottovaso assicurandosi un'irrigazione minima.

Un’alternativa ancora più semplice, ugualmente economica - ed estremamente vantaggiosa per chi non ama il fai da te - è rappresentata dalle borse per irrigazione automatica. Si tratta di sacche in tessuto resistente, che possono ospitare circa 10 litri di acqua e vanno appese al muro più vicino rispetto a dove vengono sistemati i vasi. Alla sacca vengono attaccati appositi tubicini che dovranno essere infilati direttamente nel terriccio delle piante. Grazie alla struttura dei tubicini, l’acqua è perfettamente dosata e riuscirete ad irrigare in modo graduale le vostre piante senza bagnare le foglie.

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Innaffiare piante con un sistema di irrigazione automatico fai da te

Se, invece, il vostro periodo di vacanza - o assenza da casa - si prolunga a 7-15 giorni, dovrete necessariamente ricorrere a un sistema di irrigazione. Non immaginatevi grandi e complicati sistemi da installare o montare, ma di accessori semplici da utilizzare – e anche piuttosto economici – che garantiranno alle vostre piante la corretta irrigazione. Uno dei sistemi ideali per garantire alle vostre piante una corretta irrigazione dal giorno in cui partite a quello in cui rientrerete in casa prevede l’installazione di un piccolo impianto di irrigazione con temporizzatore, per poter regolare le sessioni quotidiane di innaffiatura (meglio la sera dopo il tramonto, così non rischieranno di bruciarsi). Per impostare un sistema di questo tipo basta collegare un tubo con i gocciolatoi (microzampilli) lungo la superficie dei vasi (quasi a contatto con la terra) e collegare l’irrigatore direttamente ad un timer. Potete comprare un kit già pronto, oppure creare da soli – in modo semplice, veloce e con costi decisamente contenuti – il vostro sistema di irrigazione per i vasi.

come irrigare le piante quando vai in vacanza

Impianto di irrigazione per le piante in vaso: da cosa è composto

Il cuore pulsante dell’impianto di irrigazione per le vostre piante – piccolo o grande che sia e indipendentemente dal livello di sofisticatezza – è rappresentato dalla centralina a batterie, che fa da collegamento tra il rubinetto di acqua (o il serbatoio) e il tubo principale di irrigazione. È con la centralina che potete programmare le sessioni automatiche di irrigazione e regolare - anche in vostra assenza - la portata d’acqua da distribuire alle piante. La centralina, infatti, una volta programmata agirà da sola, attivando e disattivando l’impianto in base a quanto impostato a monte prima di partire. L’unica accortezza che dovrete avere dopo aver collegato tutti i tubi e aver impostato la centralina è inserire delle batterie nuove nell’apparecchio: non vorrete mica che finiscano proprio quando non ci siete! In tal caso l’irrigazione non partirà e le vostre piante rimarranno asciutte.

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Tubi di irrigazione: tipologie e differenze

Esistono poi diverse tipologie di tubi di irrigazione e sistemi di irrigazione automatica per il giardino, tra i più comuni troviamo i gocciolatori e i microzampilli.
I gocciolatori sono tipici degli impianti anche negli orti: goccia dopo goccia fanno cadere l’acqua – sempre sullo stesso punto - grazie ad alcuni appositi fori praticati direttamente sui tubi. Se il vaso è rettangolare o molto grande è raccomandato inserirne più di uno in modo da distribuire l’acqua in modo omogeneo. Il microzampillo, invece, è adatto per piante alte, grosse fioriere e anche per i cespugl: dai tubi non gocciola l’acqua ma esce un vero e proprio zampillo in grado di irrigare uno spazio più ampio.

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