Come coltivare la Lavanda in Vaso e in Giardino: Guida

Come Coltivare la Lavanda in Vaso e in Giardino - Idroponica.it

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Da sempre conosciuta per la sua profumazione intensa e avvolgente, tanto da essere regolarmente impiegata nei saponi, profumi e nei detersivi, la lavanda è una pianta dalle tantissime proprietà benefiche ed è in grado di migliorare perfino l’umore. Secondo diversi studi pubblicati nel corso degli ultimi anni, infatti, il profumo della lavanda vanta proprietà calmanti e rilassanti ed è, quindi, un ottimo strumento per poter contrastare l’ansia e affrontare meglio i momenti di stress. Inoltre, la lavanda vanta tantissimi usi differenti in molti settori della vita quotidiana: dalla cucina all’erboristeria, passando per la cosmetica. Non a caso è uno degli ingredienti più diffusi e utilizzati nella produzione di prodotti fitocosmetici. Un’idea facilmente attuabile per godere a pieno dei profumi distensivi e benefici della lavanda consiste nel confezionare dei piccoli sacchetti (anche di juta facilmente reperibili nei negozi fai da te) e riempirli con i semi di fiori di lavanda (o direttamente con i rametti della pianta stessa). Vediamo, allora, come coltivare la lavanda in casa, in vaso, sul balcone, sul terrazzo o in giardino, e quali sono le nozioni di base per poter avere in estate dei grandi cespugli profumati di color lilla.

Coltivare la lavanda in un clima e su un terreno adatto

La pianta della lavanda, a differenza di molti altri fiori sicuramente più delicati, è decisamente resistente al caldo, all’aridità e alle alte temperature e – per questo - non ha bisogno di una grandissima quantità di acqua. Resiste bene anche al vento e – almeno la maggior parte delle varietà esistenti e comunemente diffuse – anche ai climi freddi. In linea generale, quindi, la lavanda non ha esigenze particolari e si adatta facilmente ai diversi climi, sia quelli mediterranei e caldi, sia quelli settentrionali più freddi.  
Diverso, invece, il discorso relativo al terreno, che deve essere leggero e arioso, privo di ristagni d’acqua.
Questa pianta, in particolare, cerca terreni leggeri o sassosi e senza ristagni idrici, dove ci sia anche una notevole quantità di calcare e un pH non troppo acido. Per quanto riguarda i nutrimenti, la pianta non evidenzia esigenze particolari e – per questo - non necessita di una particolare concimazione al momento dell’impianto. Tuttavia, poiché la lavanda è una pianta perenne, ha comunque bisogno di ravvivare e rinnovare il tuo terreno; per questa ragione è consigliabile aggiungere del compost o del letame, di tanto in tanto, per rendere il terreno più fertile.  

Potete coltivare la lavanda a partire dai semi oppure direttamente dalla talea, operazione che – naturalmente – richiederà meno tempo per avere i primi fiori profumati da raccogliere. Se partite dai semi e abitate in una zona dal clima mite, il periodo per iniziare è l’autunno, se invece vivete in zone fredde, è preferibile attendere l’arrivo della primavera.

Seminare la lavanda

Una volta acquistati i semi di lavanda, dovrete sistemarli in un vasetto pieno di terriccio, mantenerlo umido in superficie e sistemarlo in un luogo ben illuminato, ad esempio vicino a una finestra (il periodo migliore per seminare è tra aprile e giugno, ma molto dipende anche dal clima del luogo in cui abitate). A questo punto, non resta che attendere i tempi di germinazione, che generalmente vanno da un minimo di una ad un massimo di quattro settimane. La fioritura della lavanda avviene tra il mese di giugno e quello di luglio; non a caso nei luoghi celebri per la coltivazione della lavanda, come la Provenza o l’area di Venzone, la raccolta avviene intorno a metà di luglio.

Se, invece, desiderate partire dalla talea per accorciare i tempi e vedere prima i risultati, procuratevi dei rami di lavanda lunghi almeno 10 centimetri.
L’unica importante è accortezza è relativa allo spazio: poiché la lavanda – nel crescere – diventa piuttosto ingombrante, se decidete di coltivarla in giardino, è raccomandato lasciare un ampio spazio tra una pianta e l’altra, in modo da lasciare ai rami la possibilità di svilupparsi. Se, al contrario, volete coltivare la lavanda in vaso, ricordate che - in primavera - dovrete spostare la pianta in un vaso più grande, con del terreno fresco e ben drenato.
Se, invece, preferite coltivare direttamente la talea, è consigliabile iniziare in primavera (nel periodo di aprile/maggio). Basta scegliere un ramo lungo almeno 10 cm, che abbia almeno tre/cinque foglie e sia preferibilmente uno dei rami laterali della pianta, privi di fiori.

Una volta tagliato il ramo, togliere delicatamente le foglie presenti nella parte inferiore e sistematelo in un vasetto con terriccio misto a sabbia. Annaffiate con regolarità e - nell’arco di circa un anno - il vostro rametto si sarà trasformato in una splendida pianta di lavanda profumata, pronta per essere spostata in un vaso più grande o direttamente nel terreno del vostro giardino.

Coltivare la lavanda in vaso

La pianta di lavanda può tranquillamente crescere in vaso, a patto che il contenitore sia di grandi dimensioni e sia collocato in un punto soleggiato. Il terreno deve essere basico, meglio se miscelato a sabbia, che ne favorisce il drenaggio. Ricordate sempre che sul fondo del vaso è opportuno sistemare uno strato di argilla, in modo da assicurare il drenaggio in caso di eccessive quantità di acqua.

Alcuni consigli utili per coltivare la lavanda

Come anticipato sopra, la lavanda non è difficile da coltivare e non richiede un grande impegno, tuttavia ha bisogno di alcune accortezze per poter crescere bene e in salute.
Ricordate, infatti, che il sole e la luce rappresentano due dei fattori fondamentali per poter far crescere bene la pianta. Altro aspetto riguarda l’irrigazione: nei periodi più caldi, innaffiate solo la terra e solo quando è molto asciutta, senza esagerare. Fate in modo di evitare in ogni caso i ristagni d’acqua, che potrebbero farla marcire. Per favorire il drenaggio dell’acqua è consigliato mettere sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa, o – qualora l’abbiate coltivata in giardino – mescolare della sabbia al terriccio di coltivazione.

Concimare la lavanda

Concimare la lavanda è piuttosto semplice, l’importante è non farlo prima che la pianta raggiunga i due anni di vita. Trascorso questo tempo, potete iniziare a dare del fertilizzante, meglio se di tipo biologico, sia nel periodo primaverile, quando la pianta ricomincia a crescere e svilupparsi, sia alla fine dell’estate, una volta terminata la raccolta. È importante – qualora non vi venisse in mente in modo spontaneo –raccogliere i fiori a metà dell’estate: la potatura è essenziale per poter ravvivare e fortificare la pianta. Ricordate comunque che per ottenere il meglio dalla pianta occorre attendere un periodo di circa tre anni.

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Erbe infestanti

La pianta di lavanda non ha bisogno di pacciamatura, perché – essendo una pianta erbacea – tende ad espandersi e colonizzare tutto lo spazio intorno, privando le altre piante dello spazio vitale per svilupparsi. Proprio per questa ragione, controllare le erbacce intorno alle piante di lavanda è molto semplice.

Raccolta della lavanda

Verso la metà di luglio arriva il momento di raccogliere la lavanda. In questo periodo, infatti, inizieranno a formarsi le spighe di colore lilla profumare: utilizzate delle forbici ed evitate di strappare i rami. Per rendere più comoda la raccolta e – soprattutto – la conservazione dei rami, avvolgete con uno stelo lungo un intero mazzo, in modo da conservare i fiori in modo più ordinato e pratico. Qualora decidiate di essiccarla, sarà più facile appenderla!




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