Come Combattere la Mosca Bianca: cos'è l'Aleurodide e rimedi naturali e prodotti per debellarla

Mosca Bianca: Cos'è e Come Eliminarla e Debellarla in Modo Definitivo

Che cos'è la mosca bianca?

Gli aleurodidi - più comunemente chiamate mosche bianche - sono insetti appartenenti alla famiglia degli Aleyrodoidea, che - a loro volta – fanno parte degli omotteri, una specie molto vasta con oltre 1500 sottospecie viventi. Questi insetti bianchi possono distruggere piante tenere o coriacee, e trasmettere malattie.
Non sono facili da gestire e per debellarli si possono adottare diversi metodi, da applicare nel corso di alcune settimane.

Questo parassita bianco delle piante ha le sue origini nei Paesi tropicali, ma - per la sua indole, per la sua grande capacità di adattarsi ai vari ambienti e resistere anche a temperature differenti rispetto a quelle dei luoghi di cui è originario - è riuscito nel tempo a diffondersi in tutto il mondo in modo omogeneo.
Sicuramente, viste le sue origini, è più facile trovare la mosca bianca in luoghi caldi, poco ventilati e ricchi di umidità, come nelle serre, luogo in cui causa i disagi maggiori.

Gli aleurodidi più diffusi in Italia – che si annidano principalmente sui fusti e tra le foglie delle nostre piante - sono i Trialeurodes Vaporiorum, meglio conosciuti come aleurodidi delle serre, proprio perché preferiscono diffondersi e ripararsi nei luoghi umidi e riparati, come i piccoli tunnel di plastica che si installano negli orti, ma anche nelle vere e proprie serre tradizionali. Proprio per questo è chiamato comunemente aleurodide delle serre.

La mosca bianca: le origini e la diffusione in Italia

Originaria dell’America centrale, la mosca bianca si è diffusa in maniera progressiva anche nelle regioni temperate e calde del nostro Paese (in particolare è molto più presente nell’Italia meridionale e molto meno nelle regioni del nord). Nelle zone settentrionali e centrali della nostra penisola, infatti, frequenta quasi esclusivamente le serre e – più in generale – le coltivazioni riparate e coperte; tuttavia – in alcune condizioni particolari - è possibile trovarle anche in campo aperto.
Per questo motivo e – come abbiamo visto – per la sua grande capacità di adattarsi all’ambiente circostante, le piante che rischiano di essere infestate dall'aleurodide sono moltissime.
Le mosche bianche sono insetti che vivono in colonie e si annidano nella parte bassa delle piante, oppure sulla zona inferiore delle foglie. Una volta stanziate, iniziano a nutrirsi della linfa ricavata, succhiando le nervature con il loro particolare apparato boccale.

forma e colore degli aleurodidi

Com’è fatta la mosca bianca: che aspetto hanno gli aleurodidi?

La mosca bianca somiglia molto alla farfalla, proprio per questo vengono spesso identificate anche con il nome di farfalline bianche delle piante o - più semplicemente - farfalline bianche, perché sono perfino gradevoli nell’aspetto. Questi parassiti, infatti, potrebbero sembrare delle vere e proprie falene, ma in realtà sono dei parenti degli afidi, molto più temuti e pericolosi.

Le mosche bianche hanno il corpo lungo circa 1,5-2 millimetri, molto morbido e completamente coperto da una sorta di polvere cerosa, che dà loro protezione e che conferisce loro il tipico colore bianco crema.
Le larve di questi parassiti sono piccoli bruchi e si annidano nella parte inferiore delle foglie, nutrendosi – come abbiamo visto - della loro linfa. La maggior parte delle specie di insetti appartenenti alla famiglia della mosca bianca si riproduce al meglio quando la temperatura dell’ambiente è di 27-33°C.

dove si annidano le mosche bianche

Come si riproducono gli aleurodidi?

Gli aleurodidi si riproducono rapidamente e - proprio per questo - è particolarmente faticoso e difficile debellarli; questa rapidità, infatti, consente una proliferazione massiva: generazioni di insetti si riproducono consistentemente durante l'anno.
Gli adulti, di solito, si trovano sulla parte superiore della foglia della pianta, volando non appena la pianta si muove. Gli esemplari femmina, invece, depongono le uova nella parte bassa della foglia e ogni femmina è in grado di deporre circa 100/150 uova (in alcuni casi riesce ad arrivare perfino a 200). Circa 12 giorni dopo la deposizione nasceranno le neanidi, che - superati tre stadi neanidali e uno stato ninfale - sono pronti alla maggiore età. A questo punto questi insetti sono a tutti gli effetti delle mosche bianche in grado di attaccare le piante e tutto questo accade nell’arco di un mese circa.

Le mosche bianche si riproducono per via sessuata, ma per alcune specie particolari vi può anche essere partenogenesi.
Alcune specie di questi insetti bianchi si rigenerano una sola volta all'anno (è il caso per esempio della specie che attacca l'olivo), ma - in linea generale – si possono avere da 2 a 4 cicli ogni anno. Tuttavia, se le condizioni dell'ambiente sono particolarmente favorevoli, si può arrivare a numeri molto più alti. Le serre, ad esempio, sono un ambiente perfetto sia per accoglierle, sia per accelerare le loro riproduzione.

Foglia affetta da mosca bianca

Mosche bianche: dove si annidano e che danni provocano?

Le mosche bianche – come anticipato sopra - sono parassiti comuni che si trovano nei giardini, sia indoor che outdoor. Generalmente si celano dietro la parte inferiore delle foglie e lì si nutrono della loro linfa provocando ingiallimenti e indebolendo la pianta; nei casi in cui la pianta viene attaccata in modo massiccio, comincia a defogliarsi progressivamente e a indebolirsi fino a morire.

Gli aleurodidi – come abbiamo visto - sono insetti che geneticamente si nutrono succhiando e - in questo modo - possono diffondere anche virus e batteri producendo molta melata e permettendo lo sviluppo di fumaggini. Questi parassiti bianchi delle piante sono generalmente visibili a occhio nudo – pur essendo di dimensioni ridotte – tuttavia se si nutrono dei dubbi e si vuole avere la certezza, è possibile scuotere la pianta. Una volta mossi i rami e le foglie, è possibile vedere una massa di minuscole mosche bianche che prende il volo. In questo modo, si avrà la certezza della loro presenza.

 

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Quali piante colpisce l'aleurodide?

Gli aleurodidi – o mosche bianche – sono parassiti che si nutrono di numerose varietà di piante, in particolare attaccano gli esemplari di begonia, dalia, surfinia, fucsie, ciclamino, ma si possono trovare facilmente anche su tantissimi altri tipi di piante diverse, sia da orto che da frutteto, perfino su alberi giovanissimi.

Le mosche bianche colpiscono in particolare – come abbiamo visto sopra - tutte le piante coltivate nelle serre, ma ce ne sono comunque alcune che vengono colpite, in modo particolare, più di altre. Tra queste troviamo i pomodori (forse potrebbe interessarti anche la guida per coltivare i pomodori) coltivati spessissimo in serra, ma anche melanzane, angurie e anche moltissime ornamentali, tra le quali - in maniera particolare – vale la pena menzionare le stelle di Natale.

Ma c’è di più, perché esiste una specifica famiglia di aleurodidi che attacca in maniera particolare gli agrumi e - per questo - identificata con il nome “mosca bianca degli agrumi”.

Durante il periodo invernale l’aleurodide si annida frequentemente tra le foglie degli ortaggi, in particolare nelle foglie dei cavolo, dove si sentono più riparati, per poi allontanarsi con l’arrivo delle temperature miti e quelle fredde.
Tuttavia, è bene precisare – per completezza e precisione - che i questi parassiti bianchi, identificati con il nome “mosca bianca” o “mosca delle serre”, in realtà non rappresentano un’unica specie; esistono, infatti, diverse sotto-famiglie di questo insetto che possono infestare con le stesse modalità e creare danni molto simili. Per comodità le identifichiamo tutte con il termine più generico di mosche bianche o aleurodidi.
A tal proposito, segnaliamo che un altro esemplare di insetto molto diffuso dell'aleurodide è "l'aleurodida tabacii" o aleurodide del tabacco.

La mosca bianca sugli agrumi: tutto quello che c’è da sapere

Come anticipato sopra, un particolare tipo di mosca bianca si annida spesso anche sulle piante degli agrumi, sempre nella parte inferiore delle foglie e con le stesse modalità di attacco attuate sulle altre piante. In particolare, se l'aleurodide attacca un albero di limone, o di un qualsiasi altro agrume, che non è particolarmente forte e robusto, le conseguenze per la pianta sono nefaste e irreversibili: all’inizio le foglie si ingiallirano, poi cominceranno a cadere e ciò comporta la morte lenta, ma definitiva dell’arbusto.

conseguenze della mosca bianca sulla pianta

Problemi creati dalla mosca bianca

I danni provocati dalla mosca bianca, purtroppo, sono paragonabili a quelli degli afidi, con la differenza che - in questo caso - la lotta è molto più complicata, anche perché sembra che diventino rapidamente resistenti ai vari principi attivi.

I danni che causano questi insetti sono:

  1. Le punture: le mosche bianche aspirano la linfa delle piante, di conseguenza vi sarà sottrazione di linfa e reazioni da parte della pianta, necrosi e disseccamenti fogliari. Si avrà perdita di vitalità, colore e produttività.
  2. Melata: le piante rilasciano una melata adesiva e ciò può contribuire alla formazione di muffa sulla piante. Inoltre, ciò è un ostacolo alla fotosintesi clorofilliana, cui si accompagna lo sviluppo di crittogame e danneggiamento del prodotto. Le foglie appaiono macchiate, reclinate e perdono vigore.
  3. Trasmissione di virosi: le mosche bianche sono vettori di virus, in particolare sulla pianta del pomodoro, pianta in cui questo insetto infestante rappresenta un problema piuttosto frequente.

Mosca Bianca: Come prevenirla e rimedi naturali per difendere le tue piante

Per la prevenzione e la lotta alla mosca bianca si possono inoltre attuare varie strategie.

  1. Acquistare piante solo da rivenditori seri e professionali, di cui vi fidate, che facciano una lotta preventiva;
  2. Proteggere le piante durante il passaggio dal vivaio alla serra/area di coltivazione tramite apposite retine a maglie molto fini, in grado di evitare il passaggio anche ai più piccoli insetti.
  3. Anche il luogo in cui coltivate deve essere ben protetto e isolato dall’esterno, con appositi retini.
  4. Molto importante è il monitoraggio periodico delle piante infestanti soprattutto nelle aree vicine alle piante che volete proteggere;
  5. Prevedere delle trappole cromotropiche gialle e sistemarle a circa 10 cm di distanza dalle piante, in modo che le mosche bianche possano restare intrappolate.

Inoltre, è raccomandato tenere la temperatura del giardino indoor o della serra al di sotto di 27°C, per ostacolare la riproduzione della mosca bianca, che - come abbiamo visto – teme il freddo. Occorre anche pulire le piante con sapone vegetale alla citronella. L'utilizzo di un filtro antipolvere nella condotta dell'aria in entrata può impedire alle mosche bianche di entrarvi.

Cosa fare quando gli aleurodidi sono già arrivati? Tutti i principali rimedi

Ma cosa è possibile fare quando la mosca bianca è già arrivata nel nostro orto o giardino?
Le mosche bianche rappresentano un problema importante e un pericolo da non sottovalutare, soprattutto perché si riproducono rapidamente, diventando numerose in poco tempo su un'intera coltivazione. Tuttavia - e queste è la buona notizia - non sono impossibili da eliminare. L'importante, però, è agire subito, in modo da riuscire a contenere i danni.
Innanzi tutto, occorre ricordare che l’aleurodide – essendo dotato di ali proprio come le farfalle – vola da una foglia all’altra e da una pianta all’altra, pertanto tentare di rimuovere manualmente questi insetti o staccare una parte della pianta – ad esempio come avviene comunemente per gli afidi delle rose – in realtà non è quasi mai un metodo sufficiente. È efficace per rimuovere le larve, ma non aiuta a combattere l’insetto già formato e dotato di ali.
In ogni caso, come primo tentativo, vale sempre la pena attuare questi sistemi.

In secondo luogo, per combattere gli aleurodidi è possibile impiegare le trappole cromotropiche gialle per catturare e fermare gli esemplari adulti delle mosche bianche. Si tratta di strisce di colla colorate di giallo, che prima attirano questi fastidiosi insetti per poi imprigionarli (in sostanza, funzionano proprio come le strisce per uccidere le mosche che utilizziamo abitualmente durante il periodo estivo). Le trappole cromotropiche gialle vanno appese a circa 20 centimetri sopra la pianta da proteggere e – come visto sopra tra i sistemi preventivi - è consigliabile posizionarle nello spazio di coltivazione o nella serra già prima di sistemare le vostre piante.

Un altro sistema per prevenire e ostacolare la proliferazione delle mosche bianche nella coltivazione consiste nel creare un ambiente inospitale per questi parassiti che odiano il freddo e amano le temperature alte e umide: arieggiate frequentemente la serra (o l’ambiente di coltivazione) permettendo all’aria fredda di entrare e diffondersi.

Un altro sistema efficace – e sempre naturale – per combattere questi moscerini bianchi delle piante è diffondere nell’ambiente protetto di coltivazione dei nemici naturali, che innescano così una lotta biologica.
Tra i nemici naturali delle mosche bianche troviamo l’encarsia formosa, che depone le sue uova proprio tra quelle della mosca bianca, innescando subito una battaglia biologica.
Ma la lotta biologica all'aleurodide si può effettuare anche utilizzando l'imenottero calcidoideo, oppure l’Encarsia tricolor, insetti che riescono a contenere – in modo abbastanza efficace - gli aleurodidi, soprattutto se non si utilizzano insetticidi che ne rallentano lo sviluppo.
Ma non è tutto, perché - nei negozi specializzati - è possibile trovare anche batteri che infestano sia le uova che gli adulti di aleurodide: si tratta di Beauveria bassiana e di Verticillium lecanii.
Infine, un altro rimedio sempre efficace per proteggere l’orto dagli attacchi esterni è rappresentato dalle coccinelle, che sono antagonisti non solo degli aleurodidi, ma anche di tanti altri parassiti pericolosi.

Difendersi dalle mosche bianche è una battaglia molto difficile da combattere. Questi parassiti, infatti, depongono le uova molto velocemente e questo comporta un'aggressione continua nei confronti della pianta. Inoltre, un'altra caratteristica degli aleurodidi è la loro capacità di resistere ai normali antiparassitari venduti comunemente e questo grazie allo strato di cera che ricopre le uova e le protegge dai nemici, insetticidi inclusi.
Le farfalline bianche, infatti, sono particolarmente forti e resistenti, tanto che si adattano abbastanza facilmente ai vari principi attivi dei prodotti usati; proprio per questo è consigliabile variare – di volta in volta - tipologia di prodotto e di principio attivo, per evitare che questi parassiti possano abituarvisi.

Come eliminare gli aleurodidi: rimedi organici e insetticidi tradizionali/chimici contro i moscerini bianchi

Debellare la mosca bianca con un prodotto biologico e naturale non è così facile, anche perché – annidandosi nella parte inferiore delle foglie – riescono a sfuggire spesso al trattamento.
Tra i rimedi naturali raccomandati per combatterle c’è sicuramente l’olio di neem e il piretro, che sono in grado di uccidere l’aleurodide. In alternativa, è consigliabile ricorrere al macerato d’aglio o quello di peperoncino piccante, che esercitano un effetto repellente nei confronti del parassita.

Tuttavia, l'azione degli insetticidi chimici è quella che al momento offre i migliori risultati: è consigliato eseguire dei trattamenti ravvicinati con i rimedi ad hoc, uno ogni sette giorni per un arco di tmepo di 30 giorni circa.
I prodotti maggiormente raccomandati sono quelli che includono il piretro.

Prodotti consigliati per rimuovere l'infestazione da insetti bianchi:

Articolo aggiornato e revisionato il 05/10/2018

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