Come Coltivare i Peperoni all'Aperto e Indoor: Guida Completa

Come Coltivare i Peperoni all'Aperto e Indoor: Guida Completa

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I peperoni sono – per eccellenza - uno dei simboli dell’estate. Ricchi di vitamine e sali minerali, sono ortaggi ampiamente usati in cucina: per la preparazione di zuppe fredde e insalate, per arricchire i piatti estivi della tradizione italiana, ma sono ampiamente usati anche in pinzimonio e nelle centrifughe depurative e dissetanti di frutta e verdure. I peperoni sono grandi alleati per il benessere quotidiano, senza considerare che – con i loro colori sgargianti – decorano e ravvivano gli spazi in cui vengono coltivati, regalando note di allegria. Potete coltivare i peperoni nel vostro orto, in giardino, ma anche in un cortile all’aperto oppure al chiuso, con le tecniche di coltivazione indoor e con i sistemi idroponici, che consentono di coltivare qualsiasi cosa anche in piccoli spazi domestici.

Pertanto, se non avete un’area verde esterna dove poterli seminare o piantare, niente paura! Basterà acquistare una grow box di grandi dimensioni e seguire le indicazioni che troverete in questa guida. Uno dei vantaggi del coltivare questo ortaggio indoor è nella possibilità di averli sempre disponibili, anche durante la stagione invernale. Inoltre, la grande convenienza della coltivazione del peperone – sia all’aperto che al chiuso – risiede nella grande resistenza di questa pianta nei confronti dei parassiti e – più in generale – delle malattie. Sebbene anche queste piante siano naturalmente attaccabili, è più difficile che vengano aggredite rispetto ad altre tipologie di coltivazioni.

Quando piantare i peperoni

Considerate che i peperoni richiedono molto tempo per germinare, crescere e svilupparsi fino al momento del raccolto, pertanto è bene iniziare la semina per tempo, in modo da poter avere pronti i vostri peperoni per i mesi più caldi dell’anno. Dal momento della semina, infatti, per arrivare al punto di maturazione il peperone richiede da un minimo di 60 giorni ad un massimo di 90 giorni; per questo è consigliabile seminare in casa o in un ambiente chiuso e coperto, all’interno di un germogliatore, per poi trasferire e sistemare le piantine nel terreno (o nel substrato) solo in un secondo momento. Così facendo, i semi staranno al caldo e si svilupperanno più in fretta che all’esterno.

Ricordate sempre che le piante di peperone – per produrre frutti spessi, carnosi e saporiti - richiedono il pieno sole – o abbondante luce diretta - quindi scegliete un luogo di coltivazione ben esposto alla luce del sole (dove non ci sia l’ombra di altre piante o di caseggiati) o in un ambiente chiuso ben attrezzato con lampade da coltivazione indoor, proprio come quelle già consigliate nella guida ai peperoncini. Nello specifico, all’inizio è raccomandato illuminare le piante di peperoni con lampade a luce fredda, per circa 12 ore al giorno tutti i giorni, e poi - con luce calda per 18 ore al giorno - una volta che la pianta sarà cresciuta a dovere per la fioritura.

Il terreno utilizzato dovrà essere ben drenante (dovrebbe essere un mix tra sabbia e argilla) e ricco di sostanza organica, per assicurare – rispettivamente – un ottimo scolo dell’acqua e il giusto nutrimento per le esigenze delle piante. Il pH raccomandato per il terreno dovrebbe essere leggermente acido: l’ideale è restare nella fascia che va da 5,5 a 6,5.

Se la temperatura si attesta intorno ai 24-26 gradi centigradi, i semi germoglieranno in circa dieci giorni. Una volta germogliati i semi di peperone all’interno del germogliatore, le piante inizieranno a svilupparsi e crescere: nell’arco di qualche settimana dovrete trasferire le piantine e sistemarle nel terreno. Prima del trapianto, provvedete a fertilizzare correttamente il terriccio con del fertilizzante per poter accogliere al meglio il vegetale.
Per rendere i peperoni più forti e meno vulnerabili rispetto ad eventuali malattie, evitate di piantarli nello stesso terreno dove avete precedentemente coltivato pomodori, melanzane, patate o piante di belladonna, maggiormente soggette ad aggressioni esterne che potrebbero danneggiare le vostre piante.

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Come piantare i peperoni? Iniziamo dai semi

Come anticipato sopra, è opportuno sistemare e far germogliare i semi in casa, invece che in giardino, per favorire il processo di germinazione. La temperatura del terreno (o del substrato) di coltivazione deve essere di almeno 21 gradi centigradi per favorire lo sviluppo dei semi. È, quindi, fondamentale custodirli in una zona calda, per ottenere i risultati migliori e più rapidi. Se necessario, potete utilizzare un tappetino riscaldante da sistemare sul fondo del vassoio del germinatore, in modo da assicurare ai semi un ambiente sempre caldo e ideale per la loro crescita. Una volta scelti i semi della varietà di peperone semi più adatta alle vostre esigenze e quella più in linea con i vostri gusti personali, sistemateli nei cubi di lana di roccia (opportunamente pretrattati e idratati) e riponeteli poi nel germogliatore, che creerà il giusto ambiente tiepido per favorirne lo sviluppo. Una volta sviluppate le piantine, assicuratevi che le temperature esterne notturne siano di almeno 16 gradi centigradi e poi iniziate a predisporre il terreno per trasferirle dall’interno all’esterno.

Il periodo migliore per il trasferimento delle vostre piantine è da aprile a maggio: considerate che per avere una pianta sviluppata, che resista al trasferimento in campo aperto, o comunque all’esterno, occorrerà aspettare dai 45 ai 60 giorni circa. Quando sistemate le piantine di peperone nel terreno, fate in modo che tra l’una e l’altra ci siano 45/60 centimetri, in modo da lasciare uno spazio ampio sia alla pianta, che crescerà in modo florido, sia a voi per il passaggio.
Accertatevi che il terreno in cui sistemate le vostre piante non sia freddo (dovrebbe essere intorno ai 18 gradi); in tal caso coprite il terreno intorno alle piante con dei teli o della pacciamatura.

Pacciamatura naturale

Per coltivare i peperoni senza ricorrere a sostanze chimiche, è fondamentale provvedere al controllo della proliferazione delle erbe infestanti, che – soprattutto nelle stagioni più miti e calde – possono rappresentare un vero e proprio problema per le piante, perché veicolano parassiti e malattie di vario tipo. La pacciamatura naturale è uno strumento utile per proteggere le piante dalle erbe infestanti, ripararle dal freddo e anche per trattenere l’umidità del terreno, consentendo di risparmiare anche sul quantitativo di acqua. Tuttavia, sarà necessario reintegrare – di tanto in tanto - la pacciamatura naturale durante il ciclo di coltivazione.

come coltivare i peperoni dai semi

Come curare le piante di peperoni


Una volta sistemate le piantine nel terreno, occorre garantire una certa idratazione e un livello adeguato di umidità, anche per questo può essere d’aiuto la pacciamatura che è uno strumento importante per conservare e mantenere stabili i livelli di umidità. Nei periodi molto caldi, è importante assicurare alle piante un’irrigazione costante: almeno a giorni alterni, nei periodi più tiepidi, e tutti i giorni nelle settimane di gran caldo (generalmente da luglio a metà settembre).

La soluzione ideale per ottenere peperoni forti e sani, in grado di regalare un raccolto soddisfacente e far crescere bene la pianta, è utilizzare un sistema di irrigazione a goccia, che consente di fornire alle piante un quantitativo di acqua ridotto ma costante: 15 minuti al giorno se sono coltivati al chiuso, mentre se si trovano in campo aperto andrà valutata la frequenza di piogge e temporali. Quando piove, infatti, l’irrigazione non sarà necessaria.

Ricordate sempre che gli sbalzi termici non sono graditi alle piante di peperoni ed è opportuno dosare sempre l’acqua per impedire il marciume.
Per rafforzare le piante e avere peperoni sempre più soddisfacenti, è importante prevedere – dopo il primo raccolto – un ciclo di fertilizzazione, in modo da fornire alle piante il giusto nutrimento. Come anticipato sopra, le piante di peperoni preferiscono un terreno ricco di sostanze organiche: basteranno 400/600 grammi di concime organico pellettato oppure – aumentando generosamente le dosi – è possibile utilizzare concime organico naturale.


Inoltre, mano a mano che le piante cresceranno in altezza avranno bisogno di appositi supporti - come piccoli pali in legno e altri tipologie di sostegni che potete costruire in poco tempo anche con dei materiali di riciclo - in modo da fornire alle piante il giusto supporto per crescere in altezza senza rompersi e far crescere ottimi frutti. Ricordate anche che la pianta di peperone ha un apparato radicale che tende ad espandersi e – allo stesso tempo – scendere anche in profondità, per questo – all’inizio – è opportuno lasciare un ampio spazio tra una buca (in cui inserirete le singole piantine) e l’altra. Di conseguenza, è fondamentale che il terreno di coltivazione non sia compatto, rimanendo soffice e fino, in modo da consentire lo sviluppo naturale delle radici. Sarà, quindi, necessario lavorare per bene il terreno in modo da smuoverlo e impedire si compatti troppo.

Come potare le piante di peperoni

La potatura – come in tutte le piante – è fondamentale per dare la giusta spinta e la giusta energia ai rami che restano; in questo modo sarà possibile avere dei frutti più carnosi e saporiti. Eliminando alcuni frutti, infatti, sarà possibile concentrare le energie su quelli restanti. In ogni caso ricordate che mano a mano che aumenterà la produzione di frutti, la dimensione dei peperoni raccolti tenderà a ridursi progressivamente.

Malattie e Parassiti dei peperoni

Le piante del peperone sono soggette a diverse malattie, pertanto è fondamentale curare correttamente il terreno in modo da prevenire i funghi e gli altri possibili nemici di queste piante. Uno dei nemici più pericolosi per le piante di peperone è la Peronospora, una malattia funginea che si manifesta quando si verifica un eccesso di acqua: questa patologia è così aggressiva da riuscire ad annientare la pianta nell’arco di appena 24 ore. In breve, con l’eccesso di umidità si diffondono le spore nel terreno e da li aggrediscono progressivamente la pianta. Questo si verifica soprattutto in caso di piogge particolarmente intense o in caso di allagamenti.

Un’altra problematica piuttosto frequente nelle piante di peperoni è il marciume apicale, che si verifica in presenza di carenza di acqua. Questa patologia parte direttamente dal frutto, a differenza della maggior parte delle malattie che parte dalle foglie o dal gambo. Anche per questo, quindi, occorre prevedere un’irrigazione regolare e abbondante, soprattutto nei periodi di grande caldo. L’oidio è un’altra malattia molto diffusa tra le piante di peperone; per fortuna si riconosce facilmente grazie alla perdita di lucentezza della foglia e del frutto, che inizia progressivamente a marcire. Per prevenire questa malattia e proteggere il peperone dai suoi attacchi, potete irrorare le piante con lo zolfo alla fine del mese di agosto: sarà un buon deterrente nei confronti dell’oidio.

Anche gli afidi – come avviene per tutte le altre piante da orto – sono dei nemici acerrimi per i peperoni, perché indeboliscono la struttura del vegetale. Come già segnalato per altre varietà di ortaggi, potete contrastare questo parassita anche con rimedi naturali: ad esempio utilizzando l’olio di Neem, il sapone di Marsiglia a scaglie - o per comodità dei prodotti contenenti del sapone di Marsiglia - ma anche con prodotti tradizionali, sicuramente efficaci in grado di invasione aggressiva.
Tra i nemici della pianta di peperone non poteva mancare certo il ragnetto rosso, che tende ad attaccare le piante dell’orto e non solo. Questo insetto porta generalmente al nanismo o ad altre patologie che indeboliscono la struttura della pianta e mettono in serio pericolo la sua fruttificazione. Nei casi più gravi, infatti, il ragnetto rosso impedisce la produzione di peperoni. Per contrastare la diffusione del ragnetto rosso si può ricorrere al macerato d’aglio, già visto come metodo naturale per il trattamento di altre piante, oppure allo zolfo.

Esistono poi tre malattie molto simili tra loro sia per gli effetti nefasti prodotti sulle piante, sia per i metodi usati per contrastarle: il Fusarium, l’Alternaria e il Verticillium. Queste malattie si manifestano con un cambiamento progressivo del colore dei capillari della foglia, che va dal verde originale della pianta al nero. In tutti i casi, la conseguenza è il progressivo marcire dei frutti che può essere contrastato solo con l’impiego del rame.
Tra le malattie più diffuse tra le piante di peperone ricordiamo anche il Piralide, un insetto appartenente alla famiglia dei lepidotteri. Questa pericolosa larva buca la buccia del peperone, entra e lo mangia internamente danneggiandolo irreparabilmente. Da non dimenticare, infine, che tra gli insetti deleteri per la salute e la crescita della pianta c’è anche la mosca bianca (aleurodide), che aggredisce soprattutto le piante di peperone coltivate in serra.

 coltivare i peperoni passo passo

Come raccogliere i peperoni

Dopo aver seminato, innaffiato, fertilizzato e prestate tutte le cure necessarie per lo sviluppo, la crescita e la cura delle piante, arriva finalmente il momento di raccogliere il frutto del vostro lavoro! Decidere quando raccogliere i peperoni è molto semplice: non appena raggiungono la dimensione da voi desiderata, sono pronti per essere staccati dalla pianta e impiegati nel modo che preferite. Ricordate sempre che più i peperoni restano attaccati alla loro pianta, più diventano dolci e ricchi di vitamina C. Per evitare di arrecare danni alla pianta, per la raccolta dei frutti, utilizzate un coltello affilato oppure delle forbici, in modo da non sottoporre il vegetale allo stress delle strattonate.

Come conservare i peperoni

Esistono vari modi per conservare i peperoni: potete sistemarli nei sacchetti di plastica e metterli in frigorifero per un massimo di 10 giorni dopo la raccolta, oppure potete lavarli, asciugarli, pulirli dai semi e dalle parti bianche dell’interno e poi farli cuocere a vapore per una decina di minuti e, infine, essiccarli in forno a 60 gradi centigradi per asciugarli dall’acqua di vegetazione e dall’umidità. In questo modo – una volta essiccati - possono essere conservati a lungo in comodi sacchetti o contenitori di plastica. In alternativa, possono essere conservati sotto olio in barattoli ermetici perfettamente puliti e chiusi sottovuoto: così facendo i peperoni durano anche alcuni anni.


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