Il futuro dell’agricoltura? Sarà giovane e idroponica

Il futuro dell’agricoltura? Giovane e idroponica

C’è chi ha ricevuto in eredità un appezzamento di terreno dal nonno e ne ha continuato l’attività agricola, c’è invece chi ha mollato il lavoro di ufficio per tornare alla terra e avviare ex novo una piccola azienda agricola. Fatto sta che l’agricoltura gestita dai giovani funziona. E funziona anche bene, perché – sebbene rappresentino ancora solo il 10% del totale – le aziende agricole gestite da under 35 fatturano più del doppio rispetto alle altre. Tanto per capire il giro d’affari, basta pensare che un’attività agricola avviata da un giovane riesce a fatturare circa 100.000 euro, contro i 45.000 delle aziende agricole gestite dagli over 35.
Il motivo? La risposta è nell’innovazione tecnologica che consente di abbattere i costi e aumentare la produzione.

A mettere nero su bianco questo scenario è l’ultimo Osservatorio sui giovani agricoltori Nomisma-Edagricole che si è svolto nei giorni scorsi a Eima, l’Esposizione Internazionale delle Macchine per l’Agricoltura, dove è stato messo a punto uno studio ad hoc per individuare le innovazioni che fanno la differenza e i nuovi trend del settore. Si è scoperto così un giovane agricoltore ha avviato ampie coltivazioni di luppolo con sistemi idroponici dando vita a Idroluppolo, la prima start up europea, nata in provincia di Latina, dedicata proprio alla coltivazione idroponica di questo cereale.
futuro dell'agricoltura in italia è idroponica

L’idea di cimentarsi con l'agricoltura idroponica è nata qualche anno fa per poter produrre una maggiore quantità di luppolo nel minor tempo possibile, in modo da far fronte alle richieste dei produttori di birra, diminuire i costi di produzione e azzerare le avversità tipiche delle colture tradizionali. Uno dei vantaggi della coltivazione del luppolo con sistemi idroponici è l’opportunità di essere autonomi rispetto ai cambiamenti climatici, alle intemperie, agli sbalzi di temperatura, ma anche ai parassiti, tanto che – in questo modo – la giovane start up produce quattro volte di più per metro quadro rispetto ad una coltura tradizionale. Ma c’è di più, perché con i sistemi idroponici è possibile lasciare meno spazio tra le piante e perfino coltivare in verticale, grazie ai giardini verticali, anche dove non c’è spazio sufficiente per una coltura in suolo.

Le colture innovative italiane trainano il settore europeo

Finalmente un primato positivo in Italia c’è: i risultati prodotti – in termini economici dalle aziende agricole del nostro Paese – sono tra i migliori in Europa. L’Italia evidenzia una produzione in grado di generare un valore medio di 98,7mila euro contro i 65mila della Spagna e i 55,6 mila della media dei Paesi dell’Unione. Più brillanti solo la Francia (169,7 mila euro) e la Germania (198mila euro). Ma – in fin dei conti – si tratta di un fenomeno naturale: in Francia e Germania ci sono più terreni coltivabili e si tratta di territori più ampi. Secondo Nomisma, infatti, parliamo di 20 ettari dell’Italia contro i 78 ettari dei giovani agricoltori della Francia e 62 della Germania.
Anche in questo caso l’idroponica viene in aiuto alle aziende italiane, giovani e non perché – a fronte di un minor spazio coltivabile disponibile – si ha la possibilità di creare colture verticali, giardini idroponici, pareti idroponiche per privati e aziende, e serre dagli spazi ottimizzati per poter ottenere ottimi risultati in spazi contenuti.



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